venerdì 25 gennaio 2013

Il taccuino di Bor


Un taccuino trovato in una tasca di un impermeabile in una fossa comune,ad Abda,in Ungheria,vicino al confine austriaco,nel 1946,consentì di restituire un nome ai poveri resti di chi quell'impermeabile l'aveva indossato:il poeta ungherese Miklòs Radnòti, nato a Budapest il 5 maggio 1909 ,finito con un colpo di pistola alla nuca il 9 novembre del 1944.
Con l'unica arma di una matita e di quel quadernetto-Il Taccuino di Bor-,Radnòti aveva sconfitto la morte.In quel block-notes erano contenuti il suo testamento e i versi che lo avevano aiutato a sopravvivere.

"Radnòti rappresenta un caso unico nella storia della letteratura ebraica: il solo poeta che è riuscito a comporre anche all'interno del campo di concentramento ove era rinchiuso.L'unico deportato che ha dato una testimonianza "in diretta" di ciò che stava avvenendo.Le sue poesie dal lagher,raccolte nel Taaccuino di Bor , sono un monumento per l'umanità, un po' come il Duario di Anna Frank" Edith Bruck


19 aprile 1931

Ieri hanno sequestrato il mio nuovo libro,
ora sto seduto solo, con le dita
intrecciate intorno alle caviglie,oggi,
con superstizione ho scavato sotto la soglia
una farfalla rossa,e lentamente m'addormento.

Mi ricordo! una volta una madre diciassettenne
priva di latte ,la donna del mio amico,
si era assopita così stanca sopra la sua bimba di venti giorni
sognando camicine infantili
e scarpe nuove per il marito! e
mi svegliò allegra come l'alba
nelle battaglie favolose il guerrieri al suono della tromba!

Mi sveglierò anch'io! Sulla treccia
d'oro della mia amata urlerà la luce del sole
Oscillando la mia ombra crescerà fino al cielo
e con i miei ventidue anni sfrontati stanotte
per cena mangerò tre stelle.

Il Taccuino di Bor rappresenta quel filo, il mistero di sopravvivenza di Orfeo nel regno della notte.



9 commenti:

  1. Non lo conoscevo ... i sogni di chi si addormenta stremato dal lavoro e con una fame nera.

    Non interpreto la data....

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  2. Ciao Carla,
    è un post riguardo alla giornata della memoria. Si parla di un poeta di 22 anni rinchiuso in un campo di concentramento. Costui ebbe la possibilità di tenere in tasca una matita e taccuino,un diario dove narrare l'orrore di ciò che stava vivendo. Sono scritte tutte le date.
    Ti auguro una buona domenica.

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    1. ..resto perplessa sulla data 19 aprile 1931.

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  3. Tragicamente meravigliosi questi versi.

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  4. Travolgente.
    Ti trascina con la forza dirompente della vita.

    Bacioni, Edo

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  5. Non conoscevo questi versi.
    Saluti a presto.

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  6. Sei grande Alessamdra, mi piacerebbe farti leggere il mio giornalino dove ho riportato anche un tuo commento. Ti indicherò come fare appena sarà in rete. Un abbraccio Maria

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  7. oh, molto bella la poesia! :-) Affascinante - e purtroppo terribile - la storia di Miklòs e del suo coraggio.

    www.wolfghost.com

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  8. Sono momenti in cui l'umanità, sprofondata nel buio più oscuro, poteva ancora contare sulla sensibilità di queste persone. Nonostante la tremenda esperienza che vivevano, riuscivano a far nascere fiori nel mezzo del letame.
    Un sorriso per un sereno fine settimana.
    ^___^

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