domenica 1 giugno 2014

il profumo di altri tempi



Il colore nell'aria assomigliava ad una fonte dorata, raggi di sole, fieno tagliato, i campi erano gialli per mancanza d'acqua, il terreno presentava crepe ed i capelli di paglia a larghe falde erano gialli, un giallo opaco come i capelli , come la paglia vecchia, però il profumo era dorato, dorato il canto dei grilli.
Ad un tratto il cielo iniziava a scurirsi, da lontano si udivano le campane di un paese di campagna ad oriente, i contadini guardavano in alto e dicevano:- segna tempesta-
Tutti correvano per formare i covoni di fieno per poi rientrare in casa  congiungere le mani in preghiera e bruciare un ramoscello d'ulivo, la tempesta avrebbe rovinato il raccolto ed essi vivevano del frutto della loro terra.

Verde, verde a macchie macchie bianche, profumo d'erba fresca tagliata e di fiori di campo, si andava a coltivare la terra, si scendeva alla fonte per prendere l'acqua ed abbeverare gli animali, nel torrente di collina pullulavano animaletti oggi invisibili, osservavo da lontano i contadini con la falce tagliare l'erba, rastrellare,caricarla in spalla ed alla sera riunirsi e cantare.
C'era un giradischi e le donne indossavano un vestito a fiori, di giorno mangiavano una mela ed alla sera una patata cotta sotto le braci, gli uomini s'addormentavano davanti ad un "goto" di vino rosso.

Arrivava l'autunno ed il bianco inverno, il riposo dei contadini,i filò, storie  di folletti ed "anguane" tramandate nel corso dei tempi, m'addormentavo nei mucchi di foglie secche. Di giorno osservavo il lontano orizzonte e lo scorrere della vita sembrava quasi immobile.

E' stato tanto tempo fa, oggi ripercorrendo gli stessi sentieri mi accorgo di rovi e bosco, di contadini che non esistono più, solo coloro che posseggono grandi stalle ed appezzamenti, macchine agricole e mezzi.
Ricordo la raccolta di cipolle e patate, ricordo l'erba da strappare negli orti, i cesti profumati di verdure, la frutta di stagione buona e succosa .

Cerco i profumi ed i sapori come la semplicità ed i buoni sentimenti, la tazzina decorata, la tovaglia ricamata, i pranzi in casa in occasione delle cerimonie, ricordo il prete a capotavola, le discussioni ad alta voce.

Ed oggi, quando sento il profumo di pane cotto, avverto la dolcezza della vita e ne respiro il suo colore dorato.


2 commenti:

  1. Un bel post di ricordi.
    Saluti a presto.

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  2. Che bella nostalgia, le tue parole mi hanno incantato, anche io ho ricordi di questo tipo e mi mancano.
    Il quadro è tuo? Ma sei venuta a Roma?

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