venerdì 24 aprile 2015

mio fratello

Mio fratello Paolo, mi ha fatto ritornare ai miei anni ottanta, quando gli preparavo i dischi per i notturni alla radio, i giri nella sua moto rossa da strada, le avventure di allora ed i sogni.
lui ne ha appena realizzato uno, tornare a presentare alla radio.


bino sono passato a trasmettere io in radio.
Poi la vita va avanti , chiusa parentesi, la radio ho ripreso solo ad ascoltarla in auto.
Oggi ufficialmente annuncio che martedì 5 maggio alle ore 23.00 torno a trasmettere, torno non in una radio qualsiasi, torno nel CRM 2.0 Radio Vicenza
Cosa trasmetto? l'altra musica ovvio.... a proposito!!! sto cercando un titolo per il mio programma, mi date una mano?????


6 commenti:

  1. Anch'io ogni tanto ripenso alla mia esperienza in una delle prime radio libere della mia cittadina. Era il 1977 e mi ero appena diplomato. Come appassionato di musica italiana cominciai un programma portandomi i mie Lp perché la radio era si libera, ma povera di quattrini e chi poteva riusciva a fare programmi di musica di buona qualità contando sulla propria personale dotazione di dischi. Rimasi in quella radio fino al 1980. Fu, quello, forse il periodo più bello della mia vita, almeno quella che ricordo con gli occhi di allora.

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  2. Anche gli anni stessi erano diversi, appassionanti , ricchi di entusiasmo e speranze, avevamo tutto il mondo davanti a noi e lo attraversavamo con la musica , gli ideali che ci trasmetteva i sogni a cui ci conduceva. Mio fratello dice che ora presentare ad una radio è molto diverso, non sei a contatto con gli strumenti, prima viene registrata la voce che presenta le canzoni, i testi, la storia, poi altri inglobano musica e parole, è tutto molto più tecnico, negli anni 80 più coinvolgente, oltre lui tutto lui amava il contatto diretto con i radioascoltatori, parlarci, mettere la musica giusta per loro, ascoltare, infatti erano i notturni che più lo affascinavano. Buona domenica e grazie

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  3. In nome di una presunta ottimizzazione dei ruoli e dei tempi, anche la Radio è diventata una sorta di catena di montaggio. Per fortuna esistono ancora programmi in cui il contatto diretto con i radio ascoltatori, tramite telefono, è essenziale.

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  4. la radio
    il respiro dello sguardo

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    1. definizione molto bella,la radio esprime ciò che lo sguardo comunica. Grazie

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  5. Che bello!!!
    La radio, le sue voci senza volto hanno accompagantyo la mia gioventù ei miei viaggi, questi ancora oggi.

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